I Bronzi di Riace sono una coppia di statue greche interamente in bronzo, ritrovate nel mare di Riace ed esposte al museo di Reggio Calabria,ora patrimonio dell’umanità.

Si sostiene che il ritrovamento l’abbia fatto un romano appassionato di pesca subacquea, di nome Stefano Mariottini. Pare che Mariottini abbia ricevuto 125.000.000 lire quale compenso per il ritrovamento.
Alcuni affermano però che i bronzi siano stati recuperati da quattro ragazzi, a loro dire, il 16 agosto del 1972. I quattro rivendicano la scoperta affermando che nel momento del ritrovamento Mariottini non era presente  e che probabilmente aveva solo captato le loro manifestazioni di giubilo . Inoltre specificano di aver chiamato la G. di F. ,intervenuta però solo giorni dopo. Mariottini, invece, rivelò la scoperta telefonicamente ad un archeologo di Reggio Calabria. La denuncia ufficiale comunque fu fatta solo da Mariottini.

Nella denuncia Mariottini riferisce di  oggetti, ora non presenti al museo di Reggio Calabria ,come: un elmo, uno scudo e una lancia; in aggiunta parla dell’esistenza di una statua che aveva le braccia aperte e questo avvalerebbe l’ idea che ci sia un terzo bronzo. Un’ altra prova a conferma di questa tesi è che nella denuncia si parla di un gruppo, non di una coppia di statue. Mariottini in un’ intervista aggiunge che qualche giorno prima aveva fatto altre scoperte: quali? Non si sa.

Un archeologo di nome Daniele Castrizio sostiene che i bronzi non sono nè 2 nè 3, ma addirittura 5. Quindi mancherebbe più di qualcosa. Se Mariottini ha visto davvero un bronzo con braccia aperte e un altro con lo scudo, i 2 che vediamo al museo, sempre secondo Castrizio, sono i fratelli Eteocle e Polinice mentre quello a braccia aperte, descritto da Mariottini,sarebbe la loro madre che cerca di separarli durante una lotta in atto. A questa approssimata ipotesi si aggiunge la testimonianza di un romano, amico di un mercante che presumibilmente ebbe un bronzo, poi venduto ad un museo americano.

Insomma, la domanda è ancora aperta: i bronzi sono i due che tutti ammiriamo al museo o là fuori, da qualche parte, ve ne sono degli altri? Il mistero, per ora, rimane…   chissà se sarà mai svelato!

Edoardo Toma