Nell’immaginario collettivo, quando parliamo di monumenti d’ arte della nostra amata città, ci viene spontaneo pensare al nostro splendido Barocco sviluppatosi  tra il XVI ed il XVII secolo d.C.

Già nel ‘600 tutto il Salento che si trovava sotto la dominazione spagnola iniziò a vivere quella che si può considerare una vera e propria metamorfosi artistica.

Le decorazioni esuberanti, le raffigurazioni realistiche di volti, personaggi, animali mitologici ed i suoi molteplici elementi naturali che lo hanno reso unico agli occhi di moltissimi turisti che tutto l’ anno vengono ad ammirare le meraviglie di Lecce.

Questo stile, a tratti  “esasperato” nella minuziosa attenzione ai suoi dettagli,  ha influenzato nel corso dei secoli successivi molti artisti, evolvendosi fino ai nostri giorni.

Diverse sono le strutture architettoniche che ne fanno riferimento, ma una mi sta particolarmente a cuore, ed è la “ Fontana della vita “ situata in Piazza Mazzini.

Questa meravigliosa opera sorge nel pieno centro commerciale di Lecce, e rappresenta in tutto la contemporaneità che strizza l’occhio alla nostra storia cittadina.

Nel corso delle mie ricerche ho potuto avere l’opportunità di rendermi conto di quante persone abbiano collaborato con il cuore per la realizzazione di questo imponente e moderno monumento che ormai da quasi 50 anni domina sovrano al centro di quella che una volta veniva denominata Piazza “ 300 mila “, perché in occasione del  “Congresso Eucaristico Internazionale “, tenutosi a Lecce nel 1956, riuscì ad ospitare più di 300.000 persone sul suo selciato.

La vecchia Piazza 300.000 nacque in seguito all’espansione della nostra città, in netto contrasto con gli antichi edifici del centro storico, distante poche centinaia di metri da essa.

La fontana ed i lavori di abbellimento del suo perimetro circostante sono stati fortemente voluti dall’allora Sindaco di Lecce  Salvatore Capilungo che governò la nostra città dal 1969 al 1977, ed essa segnò l’inizio di una nuova vita commerciale e comunitaria.

Tra i personaggi che hanno contribuito alla realizzazione della fontana troviamo delle figure chiave.
Micail Galizia è stato uno dei maestri al servizio dell’Ente Autonomo Acquedotto Pugliese  per più di quarant’anni e fu un disegnatore  al pari di un architetto delle migliori scuole, che disegnò per l’Acquedotto Pugliese, tra le tante opere, le maggiori fontane ornamentali di Puglia. Negli anni quaranta, a guerra finita, iniziò la sua collaborazione con l’EAAP contribuendo con l’ente alla ricostruzione del mezzogiorno e realizzando fontane ornamentali – veri e propri monumenti – come quella della Rosa dei Venti di Taranto, dei primi anni cinquanta, quella di piazza Castello a Nardò (Le), degli anni sessanta e la Fontana della Vita di piazza Mazzini a Lecce.

La messa in opera e posa dei marmi sulla struttura fu realizzata dalla Ditta Lezzi di Lecce.

Successivamente il Sindaco chiese a  Luigi Gallucci, all’epoca cancellire della Corte di Appello di Lecce, di realizzare delle statue da mettere intorno alla fontana che rappresentassero un po’alcuni momenti della nostra vita.

Luigi Gallucci realizzò una statua stilizzata con il capo chino sulle ginocchia a rappresentare la “notte”.Questa statua è ancora gelosamente custodita da suo figlio Giovanni nella sua abitazione.

Successivamente furono realizzate delle copie della statua con  diversa posizione della testa per simboleggiare le quattro fasi della giornata: l’alba, il mezzogiorno, il vespro ed infine la notte.

Le quattro fasi del giorno  possono anche essere intese come le fasi più importanti della vita di ognuno di noi: la nascita, la crescita, la terza età e la morte.

La statua ” madre” fu realizzata dal Signor Gallucci in terra cotta e poi fu fatto un calco in gesso. Successivamente  la statua venne spedita a Firenze, dove attraverso un procedimento particolare fu fatta una colata in polvere di marmo.

Particolare curioso è la figura femminile che aveva realizzato Luigi Gallucci era stilizzata e non aveva il seno.

Rispedita la statua  a Lecce, Gallucci  si accorse che l’architetto fiorentino che aveva preso in consegna l’opera, di sua iniziativa aveva messo un piccolo seno a tutte e quattro le statue in fase di realizzazione.

La costruzione della fontana ( 1972-1975 ) suscitò molte polemiche soprattutto per i costi elevati dell’opera, ma Luigi Gallucci regalò la sua opera alla città di Lecce e non volle alcun compenso.

Dalla fonte del gentilissimo figlio dell’artista leccese sono venuta a conoscenza di un articolo pubblicato dalla Gazzetta del Mezzogiorno in cui  si parlava di una “fontana intorno alla città”, quasi a testimoniare l’opera grandiosa in una piccola città come la nostra.

Come anche i miei genitori mi hanno raccontato, grazie alla fontana piazza Mazzini, Lecce  prese vita e quel luogo  diventò il punto nevralgico della città, sia dal punto di vista commerciale che sociale.

Mio padre mi racconta di una Piazza un po’ diversa da quella di oggi, diventata un po’ un punto di veloce passaggio o socializzazione per nuovi abitanti immigrati da altri posti del mondo e persone anziane.

Mi ha spiegato quando, nella prima metà degli anni 80’, quel luogo magico era frequentato da decine di comitive di ragazzi posizionate in postazione fissa ad ogni angolo intorno alla “ Fontana della vita “, e quanto lui aspettasse con ansia di poter andare a trovare i suoi amici lì ogni  sera e passare del tempo spensierato con loro.

Mi lascia un po’ dispiaciuta nei miei giorni vedere un posto così bello e denso di storia recente non essere valorizzato con attrattive per i bambini della mia età e numerosi spettacoli per le persone più adulte, e spero che questo luogo possa tornare presto a risplendere e regalare emozioni a noi tutti come nei suoi giorni migliori.

Nicoletta Raganato