Nel centro storico della città di Lecce, da piazza S. Oronzo si giunge in via Umberto I e qui si rimane affascinati da uno straordinario scenario, soprattutto a livello architettonico: l’imponente Basilica di S. Croce con annesso l’odierno Palazzo del Governo, in passato convento e sede dell’ordine dei Celestini e, di fronte, il Palazzo Loffredo-Adorno.
Il palazzo s’ innalza maestoso sin dal lontano 1568, quando fu fatto costruire da Gabriele Adorno, genovese residente a Lecce, che rivestiva il grado di generale della marina imperiale di Carlo V.
Gli Adorno erano commercianti e si stabilirono a Lecce fin dal ’500, avendo ottenuto in dono da Carlo V alcuni feudi. Uno dei più illustri personaggi imparentati con i Loffredo fu Ferrante, dinamico Preside di Terra d’Otranto, fautore dell’aspetto monumentale della città.
La residenza signorile, fra le più famose della città, fu realizzata su progetto dell’architetto Gabriele Riccardi e rappresenta sicuramente uno degli esemplari di maggior pregio dell’architettura e della scultura cinquecentesca di Lecce.

È, infatti, l’unico edificio del Cinquecento leccese che presenti il bugnato liscio sulle facciate esterne e sfaccettato all’ interno, dove si apre un bellissimo cortile tutto decorato su cui si è concentrata l’attenzione dello scultore che ha curato in modo particolare gli elementi decorativi riguardanti i capitelli, le volte, la loggetta, le finestre e gli stemmi.
Sulla facciata spicca lo stemma della famiglia Personè che abitò per un certo tempo il Palazzo, prima che fosse ceduto all’ Amministrazione Provinciale di Lecce, che ne ha fatto la propria sede.
Il piano terra, recentemente restaurato, ospita eventi culturali ed una sala, spesso utilizzata per le conferenze stampa.
Estasiati dalla bellezza di questa via, ci soffermiamo ad ammirare le opere scaturite dalla genialità e dalla forza creativa di questi architetti, che sembrano aver gareggiato nell’imprimere ad ogni edificio un’impronta inconfondibile di originalità.
Brando e Leandro Adorno, V C