🎤Intervista a un supereroe dei nostri giorni 🦸🏻‍♂️

I medici hanno sempre svolto un ruolo fondamentale, ma oggi in particolar modo non se ne può fare a meno.

La redazione di E20T, nel pomeriggio del 10 maggio, ha incontrato su meet il dott. Mariano Magrì, medico pediatra presso l’Asl di Lecce che lavora nel Centro Vaccinazioni.

dott.Mariano Magrì

Di seguito l’intervista.

Perché ha deciso di dedicarsi ai vaccini?

Sono un medico pediatra, ma i vaccini sono sempre stati la mia passione perchè, non solo quello contro il Covid, ma anche quelli che combattono particolari malattie come la pertosse, la poliomielite, la difterite, hanno fatto bene sempre alle persone e in particolare ai bambini. Essendo un pediatra i bambini mi stanno particolarmente a cuore; ovviamente era una delle mie passioni e quando ho avuto la possibilità mi sono dedicato a loro.

Nel centro vaccinazione ha a che fare con i bambini? Quali strategie attua per tranquillizzarli?

Lavoro in un centro dove incontro prevalentemente con bambini dai 3 mesi di vita fino agli adolescenti di 16-17 anni e ovviamente la strategia è diversa. Quando devo somministrare un vaccino ai ragazzi cerco di spiegare loro quello che sto facendo e scherziamo molto.

I bambini si dovranno vaccinare? Se sì, quando?

Se stai parlando di vaccinazione contro il Covid, i vaccini in nostro possesso sono stati approvati dall’età di 16 anni e sicuramente i bambini dovranno vaccinarsi specialmente se le varianti del virus colpiranno le fasce più basse di età. Però non posso affermarlo con certezza.

Secondo lei è utile fare il vaccino?

Il vaccino anti Covid ha salvato milioni di persone nel mondo e secondo me è utile. Ormai si sa che non è dannoso e anche quei pochi effetti collaterali importanti che sono stati segnalati con un particolare tipo di vaccino, il cosiddetto vaccino a vettore  virale, è sicuramente un rischio minimo rispetto agli enormi benefici assicurati.

Ho sentito che i medici sono stati vaccinati. Lei quale vaccino ha fatto?

Noi medici siamo stati vaccinati, insieme a tutti gli altri operatori sanitari, per primi perché altrimenti non avremmo potuto soccorrere ed aiutare i malati. Io ho fatto il Pfizer.

Lo ha scelto lei il tipo di vaccino?

Era l’unico vaccino disponibile: se ci fosse stato Astrazeneca, avrei fatto anche quello. L’importante era vaccinarsi.

Quale reazione hanno le persone quando si presentano per fare il vaccino anti-covid?

Dipende: molti aspettano con ansia di vaccinarsi, altri invece hanno paura del nuovo vaccino.  

Quante persone vengono vaccinate in una giornata?

A Lecce ci sono tre HUB vaccinali: uno al Museo “Sigismondo Castromediano“, l’altro al Palazzetto dello Sport e l’ultimo alla Caserma “Zappalà” dove ora si stanno effettuando le seconde dosi del vaccino al personale scolastico. A questi cosiddetti richiami si aggiungono le dosi inoculate a circa 400 – 500 persone; in tutto la media è di circa 900 persone.

In quale Hub vaccinale lavora?

Ora lavoro nell’Hub del Museo “Sigismondo Castromediano”, il punto vaccinale n.3 della popolazione di Lecce.

Com’è organizzato un Hub vaccinale?

Un Hub vaccinale può accogliere otto persone alla volta: c’è la sala di attesa, dove la gente viene filtrata e accolta dal personale della protezione civile che ci sta aiutando nel gestire l’affluenza delle persone. In questa prima stanza vengono compilati i moduli per il “consenso informato”. Poi si passa in una seconda stanza, dove si aspetta di essere chiamati per la registrazione e la stampa dell’attestato. Successivamente viene inoculato il vaccino e, infine, in una terza stanza “post vaccinazione”, si attende per quindici minuti per eventuali reazioni avverse.

Quanto dura la copertura del vaccino contro il virus?

Non si può rispondere in maniera certa: il tempo ce lo dirà.

Ci si può contagiare anche se si è fatto il vaccino?

Bisogna distinguere il contagiarsi dall’ammalarsi:  contagiarsi significa che si è entrati in contatto con il virus che può rimanere nelle nostre vie aeree; si può, quindi, a nostra volta contagiare qualcun altro. Per questo motivo si consiglia di continuare l’uso della mascherina e il lavaggio delle mani anche a chi è vaccinato. Accade difficilmente di ammalarsi, al massimo si prende il virus in forma lieve.

Si riesce a rispettare il range giornaliero di vaccinazioni?

Dipende dal numero di vaccini a disposizione.

Quali tipi di vaccino ci sono?

In Italia ci sono quattro vaccini: il Pfizer, il Moderna, il Johnson & Johnson e l’Astrazeneca. I primi due sono vaccini “mRNA”: sono basati su RNA messaggero che fornisce l’informazione genetica per la proteina Spike. Il terzo e il quarto sono a “vettore virale”: si basano su un virus esistente che trasporta la sequenza del codice genetico che codifica per la proteina Spike.

I vaccini hanno tutti gli stessi effetti collaterali?

In linea di massima sono gli stessi effetti collaterali: mal di testa, spossatezza, dolori muscolari, febbre nelle 24/48 ore e dolore al sito di iniezione.

In questo periodo ha avuto paura di andare a lavorare?

Un po’ di paura c’è, ma sono contento di non esserne stato sopraffatto: da quando lavoro in questo settore sento di fare qualcosa di importante per i bambini e per le persone. Prendo le necessarie precauzioni: camice, guanti, mascherina.

Cosa lo ha spinto a diventare medico pediatra?

La pediatria mi ha sempre affascinato perché il bambino piccolo non sa esprimere il suo malessere; ho considerato una sfida il poter capire la patologia che colpisce i piccoli per guarirli.

Ringraziamo il dottore per la sua disponibilità e la sua chiarezza nel rispondere alle nostre domande. Sapere che ci sono persone come lui che si dedicano alla professione medica con tanta passione e professionalità ci rassicura tanto.

La redazione di E20T