Martedì 15 Ottobre 2019

Livio Tempesta nacque a Roma il 20 novembre 1941.
Era figlio dell’Avvocato don Pasquale Tempesta, un importante personaggio guagnanese, Ispettore Generale Capo di Pubblica Sicurezza in Vaticano, nominato Capo degli Uffici di Segreteria del Comitato Italiano per il Concilio Vaticano II.
Il bambino, già all’età di due anni, conobbe l’orrore della guerra, ma riuscì a salvarsi dalle centinaia di bombe che, il 19 luglio del 1943, caddero sul quartiere tiburtino della Capitale dove viveva con la famiglia.
Quell’ esperienza così triste e sconvolgente lo toccò profondamente. Erano anni difficili anche per un bambino che poteva dirsi fortunato per essere nato in una famiglia benestante. 
In quei tempi di ristrettezze, di rinunce e privazioni, le cose semplici erano quelle che facevano provare le emozioni più forti, che trasmettevano serenità, che riuscivano a placare la sofferenza e ad infondere la pace e la bontà.
Ed anche per Livio, un bimbetto  di appena due anni, la vista, in sé semplice e familiare, di un presepe costruito in casa durante il Natale di quell’anno, accese in lui una fiamma di genuinità e di bontà che caratterizzarono la sua breve esistenza terrena.
Chi lo ha potuto conoscere lo descrive come un bambino semplice, pieno di vita e con un animo colmo di purezza e di una spontanea bontà. Nonostante il passare dei giorni, dei mesi e poi degli anni, la bellezza dell’animo del piccolo Livio non appassì, ma continuò a crescere con il bambino, che però non riusciva a capacitarsi sul perché esistessero dei bambini cattivi, lui che avrebbe voluto che tutti i bimbi del mondo fossero come quello di Betlemme.
All’età di cinque anni, iniziò il suo percorso educativo presso l’istituto romano dei Fratelli delle Scuole Cristiane e appena poteva veniva a trovare i parenti a Guagnano ritornando nella casa paterna.
Nel 1950, Livio, pur non avendo ancora compiuto i nove anni frequentava già la quinta elementare con una particolare predilezione per le materie religiose e distinguendosi sempre per i suoi gesti di bontà.
Purtroppo un terribile male lo colpì proprio nei giorni che, ogni anno, attendeva con maggior intensità. Il 23 dicembre del ‘50, Livio si ammalò gravemente di una malattia che come una falce spezzò, nel giro di pochi giorni, l’esile  quanto splendida vita di Livio.
Prima di lasciarsi vincere da quel tremendo flagello, si rivolse alla sua mamma chiedendole perché i bimbi buoni come Gesù Bambino dovevano morire; quelle parole semplici ma allo stesso tempo dal significato profondo e di forte impatto emotivo, considerata la tenera età di chi le aveva dette, ammutolirono e destarono stupore nelle persone che circondavano il bimbo. Molti attribuirono quel suo pensiero a qualcosa che andava ben oltre la capacità di un semplice bambino di nove anni. 
Il giorno dopo l’Epifania del 1951, questo angelo di bontà volò in cielo.
Le sue spoglie riposano nella cappella gentilizia della famiglia nel cimitero di Guagnano.
Il padre, fortemente legato ed affezionato al suo figlioletto, decise di mantenere accesa la fiamma del suo ricordo. Così, nel giorno della ricorrenza della sua morte, organizzò una grande festa con la consegna di giocattoli per tutti i bimbi di Guagnano. 
Con il passare degli anni, quella iniziativa è cresciuta fino a diventare un vero e proprio premio.
Se nei primi anni la “Giornata della Bontà” si svolgeva nel piccolo paese salentino, in seguito, fu trasferito a Roma con la creazione del Centro Apostolato Bontà nella Scuola (Ente Morale D.P.R. 10.02.1964, n°616) che ogni anno organizza la consegna del premio “Livio Tempesta” con l’intento di diffondere ed esaltare nella scuola la cultura dei valori etici e sociali.
Tantissime scuole elementari e circoli didattici in tutt’ Italia, tra cui il nostro sito in Lecce via Archita da Taranto, sono intitolati a Livio Tempesta, garantendo così che il ricordo di questo piccolo grande salentino rimanga vivo e perenne.